Web e Finanza 2.0. Democrazia e Anarchia in un mondo che cambia
10 ott
Cosa ha di positivo una crisi finanziaria globale che, probabilmente comporterà la recessione?
Sembra strano ma anche dietro quello che stiamo vivendo si possono intravedere degli aspetti positivi. Mi è capitato spesso di ascoltare Domenico De Masi, titolare della Cattedra di Sociologia del Lavoro presso l’Università di Roma “La Sapienza” e ho avuto la possibilità di apprezzarne il pensiero. Invito tutti a andare sul suo sito e in particoler modo leggere il Paradigma di De Masi.
in riferimento alla crisi finanziaria che sta attanagliando i mercati mondiali, De Masi è intervenuto ieri a Napoli nel corso del Fineco Financial Village 2008, evento svoltosi presso Villa Pignatelli, che ha avuto come tema “Il risparmiatore di fronte ai mercati incerti: il valore della consulenza“. Riporto integralmente, “Le banche italiane si stanno autosostenendo senza alcun aiuto da parte del Governo, a differenza di quanto sta avvenendo negli Stati Uniti. Gli Usa non si sono dimostrati quel modello ineccepibile considerato a livello mondiale. (continua…)
3 ott
Il costo del denaro è ai massimi da circa un decennio. L’euribor vola e le imprese pagheranno oneri finanziari molto elevati. Un effetto che continuerà per tutto il 2009.
Con un costo del denaro che aumenta anche in presenza di immissioni di liquidità della Banca Centrale Europea (BCE), le imprese europee perdono competitività.
Più volte ho parlato del peso che l’euribor ha nella determinazione del costo del denaro, tuttavia per le Banche non è che la partenza, il costo della materia prima. A questa partenza occorre aggiungere uno spread in termini di tasso di interesse che rappresenta l’aumento del margine che utilizzano le banche per la copertura dei costi di struttura, dei richi di perdite e dell’utile. (continua…)
17 set
Mi piacerebbe. Tutto sommato lo faccio. Il mio lavoro mi piace perchè è vivo si impara sempre, si comprendono meccanismi, comportamenti umani, schemi, strumenti finanziari. Ogni giorno si vede e si valuta un caso mai visto prima, si ragiona e si individua una soluzione da mettere in campo.
Comportamenti umani e tecnica si fondono con differenti punti di vista su un unico aspetto… il denaro.
In questi tempi di guerra, ovviamente dal punto di vista finanziario, mi divertono le notizie che leggo sulle agenzie di stampa, sui blog e sui giornali. (continua…)
15 set
Conosco bene la finanza d’impresa, un pò meno quella dei grandi mercati, sicuramente meno quella dei mercati internazionali. Da attore a spettatore che può solo subire dei meccanismi che non sono controllabili dai noi comuni mortali.
Eppure i segnali che arrivano, e che leggo tutti i giorni lavorando a contatto con le imprese, non sono confortanti e in molti i casi sono allarmanti. (continua…)
14 set
Dal 1° gennaio del 2008 è entrata in vigore la normativa bancaria Basilea 2, modificando radicalmente, il modo di operare degli Istituti di Credito. Con la nuova normativa, infatti, le Banche devono accantonare una quota variabile degli impieghi (i finanziamenti erogati) in funzione del rischio delle aziende affidate. Uno degli obiettivi è quello di individuare criteri oggettivi di valutazione in grado di ridurre il rischio di default degli operatori del credito.
Criteri oggettivi che, oggi si concretizzano nel rating bancario e, ancora di più nell’algoritmo di calcolo che lo determina.
Principi che personalmente ritengo giusti e corretti, ma non sono convinto del loro corretto funzionamento. sotto diversi punti di vista: (continua…)
5 set
Il costo del denaro è un elemento fondamentale per l’economia di un Paese. I rapporti di credito e di debito creano un effetto moltiplicatore della ricchezza e favoriscono lo sviluppo economico di imprese e privati.
Il meccanismo è regolato dalla fiducia che il sistema ripone nei rapporti di credito/debito e dal costo del denaro.
Negli ultimi 3 anni si è assistito ad un graduale incremento dei tassi, mi riferisco ai tassi di interesse applicati alle imprese e ai privati per i crediti al consumo e per i mutui casa. Nel 2005, ad esempio, molte banche pubblicizzavano mutui casa ad un costo del 3%, 2% euribor + 1% di spread. 100.000 euro di finanziamento generavano, il primo anno, 3.000 euro di interessi passivi. Lo stesso mutuo oggi ha un costo, solo di interessi del primo anno, di circa il 6%, 5% euribor + 1% di spread, 6.000 euro di interesse. Un incremento di circa 250 euro/mese.
4 giu
Tasso fisso o variabile? Questa è la domanda ricorrente. Con l’aumento dell’euribor, oltre la quota del 6%, prevista per fine anno, quale formula scegliere tra il tasso fisso e il tasso variabile?
Il mio consiglio è ancora quello di prediligere il tasso fisso al variabile. La previsione è che gli attuali livelli del costo del denaro saranno mantenuti per almeno 3-4 anni.
La scelta da fare, in molti casi è la rinegoziazione delle attuali linee di finanziamento trasformandole da tasso variabile e tasso fisso. Occorre ricordare che oltre al tasso è di fondamentale importanza lo spread applicato dalle banche.
30 mag
5 mesi di applicazione delle Regole di Basilea 2. Dal 1° gennaio del 2008 il sistema del credito è cambiato radicalmente per banche e imprese. Le parole rating e default sono entrate nel gergo comune di manager e imprenditori.
Il sistema prevede che le banche accantonino in un apposito fondo una certa quantità di capitale sulla base del rischio dei propri affidamenti.
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