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Archive for the ‘Crisi finanziaria’ Category

La moratoria bancaria ha suscitato l’interesse di molti imprenditori che stretti dalla crisi economica e da un concreto, seppur negato, credit crunch stanno attraversando un periodo difficile. Il calo degli ordino, per l’industria -17% e la propensione degli istituti di credito a ritirarsi da un mercato con regole selettive stanno mettendo in ginocchio le PMI .
In questo contesto la moratoria bancariasi pone come misura anticrisi con l’intento di limitare l’atteggiamento che molte banche stanno avendo nel “drenare” liquidità da un mercato ritenuto rischioso. (continua…)

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factoring e consolidamentoUltimamente il rapporto banche imprese è caratterizzato da numerosissime turbolenze. Quelle relative ai tassi di interesse che salgono e scendono, alle crisi degli istituti di credito (almeno un paio sono in grossissima difficoltà), alle prime considerevoli flessioni in termini di fatturato delle imprese agganciate alle economie reali.

Resta indubbia la necessità di un macro intervento governativo teso a sostenere le imprese e le famiglie. Macro intervento che si muoverà da un sostegno su settori economici ad alto numero di occupati e porterà la sua onda lunga fino alle famiglie e alla riattivazione dei consumi. Tutte questo, però, è vero al netto di ulteriori “catastrofi” finanziarie internazionali e nazionali.

Ritengo che numerosi effetti si debbano ancora verificare: (continua…)

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basilea 2Sono da sempre contrario alle regole tese a uniformare le politiche economiche in ambito Europeo. Ritengo che esistano ancora troppe differenze nelle strutture politiche, imprenditoriali, culturali. 

L’italia è un Paese dove la PMI rappresenta il vero motore dell’economia, dove gli istituti di credito hanno un potere fortissimo e dove le differenze nord e sud complicano ulteriormente le scelte di politica economica. 

In italia, inoltre, abbiamo un debito pubblico elevatissimo e un ridotto dinamismo economico. Gli investimenti sono paralizzati già da tempo e viviamo una generale situazione di sfiducia rispetto ad una economia che non cresce.

Caratteristiche, ovviamente uniche rispetto agli altri Paesi che, a loro volta, sono caratterizzati da altri vincoli e opportunità. (continua…)

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Domenico de MasiCosa ha di positivo una crisi finanziaria globale che, probabilmente comporterà la recessione?

Sembra strano ma anche dietro quello che stiamo vivendo si possono intravedere degli aspetti positivi. Mi è capitato spesso di ascoltare Domenico De Masi, titolare della Cattedra di Sociologia del Lavoro presso l’Università di Roma “La Sapienza” e ho avuto la possibilità di apprezzarne il pensiero. Invito tutti a andare sul suo sito e in particoler modo leggere il Paradigma di De Masi.

in riferimento alla crisi finanziaria che sta attanagliando i mercati mondiali, De Masi è intervenuto ieri a Napoli nel corso del Fineco Financial Village 2008, evento svoltosi presso Villa Pignatelli, che ha avuto come tema “Il risparmiatore di fronte ai mercati incerti: il valore della consulenza“. Riporto integralmente, “Le banche italiane si stanno autosostenendo senza alcun aiuto da parte del Governo, a differenza di quanto sta avvenendo negli Stati Uniti. Gli Usa non si sono dimostrati quel modello ineccepibile considerato a livello mondiale. (continua…)

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recessione globaleRecessione, recessione, recessione. Si deve evitare.

E’ di queste ore la notizia che l’FMI (il fondo monetario internazionale) ha dichiarato lo stato di emergenza e, addirittura, la recessione globale.

In questi giorni, oltre al consueto aggiornamento di notizie e valutazione del mondo dei media, sono alle prese con numerosi incontri con dirigenti di istituti di credito per avere le idee più chiare su quello che sta succedendo nel mondo reale della finanza, quella che riguarda le imprese e, in particolar modo quello delle PMI. (continua…)

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costo socialePer il mio lavoro conosco tanti esponenti del mondo delle imprese e delle banche. Leggo le notizie, come ogni sera e mi chiedo fino a che punto, effettivamente, ridurre il costo del denaro o garantire i depositi (per intenderci misura saggia) sia sufficiente.

Il reale problema della crisi finanziaria internazionale è da individuarsi negli effetti leva dei derivati e nello scarso valore dei sottostanti. Economie, tutte (comprese quelle europee) costruite e cresciute su montagne di carte più che sul lavoro serio.

Speculatori formati e progettati per guadagni facili a discapito di carpentieri, agricoltori, falegnami, etc etc.

La ricerca del margine e non del valore aggiunto. (continua…)

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UnicreditMi rendo conto che sia difficile essere concentrato sugli obiettivi commerciali e produttivi che rapprentano il core business delle imprese.

L’aumento del costo del denaro peserà sui bilanci del 2008 delle imprese che utilizzano la leva finanziaria. Probabilmente molti imprenditori e manager sono impegnati a gestire la finanza di impresa e sono alle prese con i rating bancari, le tensioni finanziarie conseguenti l’allungamento dei tempi di pagamento dei clienti e le problematiche nella copertura degli investimenti.

Tematiche che sono diventate prevalenti a discapito di quelle operative. Vendere e produrre dovrebbe essere la quotidianità e rappresentare l’obiettivo per tutte le PMI. (continua…)

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