factoring e consolidamentoUltimamente il rapporto banche imprese è caratterizzato da numerosissime turbolenze. Quelle relative ai tassi di interesse che salgono e scendono, alle crisi degli istituti di credito (almeno un paio sono in grossissima difficoltà), alle prime considerevoli flessioni in termini di fatturato delle imprese agganciate alle economie reali.

Resta indubbia la necessità di un macro intervento governativo teso a sostenere le imprese e le famiglie. Macro intervento che si muoverà da un sostegno su settori economici ad alto numero di occupati e porterà la sua onda lunga fino alle famiglie e alla riattivazione dei consumi. Tutte questo, però, è vero al netto di ulteriori “catastrofi” finanziarie internazionali e nazionali.

Ritengo che numerosi effetti si debbano ancora verificare:

  • Le carte di credito in America;
  • I Subprime in Italia (per effetto del crollo di valore degli immobili);
  • Qualche grossa banca salterà (io punto su due italiane)

Per ora le conseguenze principali sono nella stretta del credito alle pmi.

Forse è deformazione professionale, forse è solidarietà (in molti casi mi sento più imprenditore che professionista), forse logica, ma mi chiedo “le imprese come devono comportarsi con la crisi?

Ancora una volta insisto su consolidamento (a tutti i costi). Che sia un momento di consolidamento generale, cioè migliorare la qualità dei propri atteggiamenti aziendali, così come consolidare la posizione di mercato, così come consolidare il proprio debito. Consolidare come indirizzo contrario a quello dell’assunzione di ulteriori rischi.

Consolidare inteso nella accezione di stabilizzare, rafforzare quello che è.

Succesivamente, e sempre parlando di rischio di impresa, portare all’esterno la maggiore quantità di rischi. In questo caso penso al factoring. In particolar modo al factoring pro soluto. Se guardiamo il bilancio, successivamente all’intervento di un factor che acquista i crediti a titolo definitivo, leggiamo un minor valore di crediti e di debiti. Questo effetto rende migliore l’impresa sotto il profilo del merito creditizio e riduce lo stress da credito che le imprese stanno avendo in questo momento.

La mia personale esperienza è che in presenza di stabilità e minori preoccupazioni per il “corrente” le imprese si sviluppano velocemente e crescono a ritmi più sostenuti.

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