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9 ott
Recessione, recessione, recessione. Si deve evitare.
E’ di queste ore la notizia che l’FMI (il fondo monetario internazionale) ha dichiarato lo stato di emergenza e, addirittura, la recessione globale.
In questi giorni, oltre al consueto aggiornamento di notizie e valutazione del mondo dei media, sono alle prese con numerosi incontri con dirigenti di istituti di credito per avere le idee più chiare su quello che sta succedendo nel mondo reale della finanza, quella che riguarda le imprese e, in particolar modo quello delle PMI.
Lo scenario non è confortante, anzi. La crisi di liquidità delle banche si sta riflettendo in una contrazione del credito. Oggi il denaro è un bene costoso, particolarmente raro e richiesto da troppi soggetti. A molti imprenditori sembra strano che gli istituti di credito non abbiano liquidità. Molti ritengono che le banche non abbiano un limite negli impieghi. La realtà invece è proprio questa, invece. Gli scaffali sono vuoti. Le banche non hanno niente da vendere.
Gli ultimi post si sono notevolmente allontanati dai problemi tecnici e dalla finanza di impresa in senso stretto, avvicinandosi alla crisi.
La conseguenza della contrazione del mercato del credito con riduzioni sostanziali degli affidamenti alle imprese è certamente il crollo di un sistema economico.
Oggi ho letto una circolare interna di un istituto di credito, non posso dire, per ovvi motivi il nome, ma diciamo tra i primi 4 di rilevanza nazionale. La nota, informale, inviata ai direttori d’area, aveva toni duri è imponeva una drastica riduzione degli affidamenti concessi. Nella sostanza, si diceva, “non guardate in faccia a nessuno, riducete, tagliate, rientrate di tutto”.
Pensavo, fino a quel momento che la difficoltà era nelle nuove operazioni finanziarie mentre ho avuto la consapevolezza, molto forte che il problema è sui fidi già accordati e sui mutui erogati. Perchè?
I motivi possono essere 2:
La mia opinione è l’ipotesi della paura. Sanno che lo scenario di recessione è reale e vogliono rientrare. Questa tesi è condivisa da molte delle persone con le quali ho parlato (ovviamente in banca).
Ecco, quindi i miei soliti perchè….
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