Web e Finanza 2.0. Democrazia e Anarchia in un mondo che cambia
13 ott
Sono da sempre contrario alle regole tese a uniformare le politiche economiche in ambito Europeo. Ritengo che esistano ancora troppe differenze nelle strutture politiche, imprenditoriali, culturali.
L’italia è un Paese dove la PMI rappresenta il vero motore dell’economia, dove gli istituti di credito hanno un potere fortissimo e dove le differenze nord e sud complicano ulteriormente le scelte di politica economica.
In italia, inoltre, abbiamo un debito pubblico elevatissimo e un ridotto dinamismo economico. Gli investimenti sono paralizzati già da tempo e viviamo una generale situazione di sfiducia rispetto ad una economia che non cresce.
Caratteristiche, ovviamente uniche rispetto agli altri Paesi che, a loro volta, sono caratterizzati da altri vincoli e opportunità. (continua…)
10 ott
Cosa ha di positivo una crisi finanziaria globale che, probabilmente comporterà la recessione?
Sembra strano ma anche dietro quello che stiamo vivendo si possono intravedere degli aspetti positivi. Mi è capitato spesso di ascoltare Domenico De Masi, titolare della Cattedra di Sociologia del Lavoro presso l’Università di Roma “La Sapienza” e ho avuto la possibilità di apprezzarne il pensiero. Invito tutti a andare sul suo sito e in particoler modo leggere il Paradigma di De Masi.
in riferimento alla crisi finanziaria che sta attanagliando i mercati mondiali, De Masi è intervenuto ieri a Napoli nel corso del Fineco Financial Village 2008, evento svoltosi presso Villa Pignatelli, che ha avuto come tema “Il risparmiatore di fronte ai mercati incerti: il valore della consulenza“. Riporto integralmente, “Le banche italiane si stanno autosostenendo senza alcun aiuto da parte del Governo, a differenza di quanto sta avvenendo negli Stati Uniti. Gli Usa non si sono dimostrati quel modello ineccepibile considerato a livello mondiale. (continua…)
9 ott
Recessione, recessione, recessione. Si deve evitare.
E’ di queste ore la notizia che l’FMI (il fondo monetario internazionale) ha dichiarato lo stato di emergenza e, addirittura, la recessione globale.
In questi giorni, oltre al consueto aggiornamento di notizie e valutazione del mondo dei media, sono alle prese con numerosi incontri con dirigenti di istituti di credito per avere le idee più chiare su quello che sta succedendo nel mondo reale della finanza, quella che riguarda le imprese e, in particolar modo quello delle PMI. (continua…)
8 ott
Per il mio lavoro conosco tanti esponenti del mondo delle imprese e delle banche. Leggo le notizie, come ogni sera e mi chiedo fino a che punto, effettivamente, ridurre il costo del denaro o garantire i depositi (per intenderci misura saggia) sia sufficiente.
Il reale problema della crisi finanziaria internazionale è da individuarsi negli effetti leva dei derivati e nello scarso valore dei sottostanti. Economie, tutte (comprese quelle europee) costruite e cresciute su montagne di carte più che sul lavoro serio.
Speculatori formati e progettati per guadagni facili a discapito di carpentieri, agricoltori, falegnami, etc etc.
La ricerca del margine e non del valore aggiunto. (continua…)
6 ott
Mi rendo conto che sia difficile essere concentrato sugli obiettivi commerciali e produttivi che rapprentano il core business delle imprese.
L’aumento del costo del denaro peserà sui bilanci del 2008 delle imprese che utilizzano la leva finanziaria. Probabilmente molti imprenditori e manager sono impegnati a gestire la finanza di impresa e sono alle prese con i rating bancari, le tensioni finanziarie conseguenti l’allungamento dei tempi di pagamento dei clienti e le problematiche nella copertura degli investimenti.
Tematiche che sono diventate prevalenti a discapito di quelle operative. Vendere e produrre dovrebbe essere la quotidianità e rappresentare l’obiettivo per tutte le PMI. (continua…)
5 ott
Intervento di Bush sul piano Paulson e G4 dei maggiori Paesi Europei.
In America, prima di tutto la tutela del sistema finanziario. Proprio quello che è fallito e che sta penalizzando migliaia di risparmiatori e piccoli proprietari di immobili che si sono visti svalutare titoli in borsa e immobili. Una mega truffa, chiamata, mutui subprime che sta mettendo in croce l’economia mondiale.
In Europa, viceversa massima tutela per i risparmiatori. Un richiamo all’etica nella finanza. Alla difesa della tutela degli investitori a discapito degli speculatori. (continua…)
5 ott
Da 3 pagine a oltre 400. Ecco il Piano Paulson che preve 850 miliardi di dollari tra immissione di liquidità e sgrafi fiscali.
Perchè 850 e non 1.500 o 3.000 miliardi? Sembra infatti che i governi e le banche centrali, in questo momento, continuino a immettere liquidità nel sistema finanziario con scopi non chiari e con obiettivi poco specifici.
E’ evidente che gli 850 miliardi di dollari previsti dal piano Paulson siano letteralmente “stampati” ad hoc e costruiti sul debito pubblico. Quelle persone, quindi che stanno pagando mutui su immobili che si stanno svalutando giorno dopo giorno, hanno anche un’altra beffa, si trovano sul groppone un indebitamento collettivo (leggi debito pubblico), spaventosamento più elevato. (continua…)
5 ott
Molti mi chiedono cosa comporta la crisi di liquidità delle banche e, in particolar modo quale è la ricaduta sulle PMI.
Le banche operano attraverso un meccanismo di raccolta e impieghi di capitali. Remunerano la raccolta e applicano un rasso di interesse sugli impieghi. I loro guadagni derivano dagli investimenti fatti in PMI, grandi imprese, privati e sui mercati internazionali. (continua…)
3 ott
Il costo del denaro è ai massimi da circa un decennio. L’euribor vola e le imprese pagheranno oneri finanziari molto elevati. Un effetto che continuerà per tutto il 2009.
Con un costo del denaro che aumenta anche in presenza di immissioni di liquidità della Banca Centrale Europea (BCE), le imprese europee perdono competitività.
Più volte ho parlato del peso che l’euribor ha nella determinazione del costo del denaro, tuttavia per le Banche non è che la partenza, il costo della materia prima. A questa partenza occorre aggiungere uno spread in termini di tasso di interesse che rappresenta l’aumento del margine che utilizzano le banche per la copertura dei costi di struttura, dei richi di perdite e dell’utile. (continua…)
2 ott
Poche ore fà ho letto su internet di Unicredit e Santander. Il gruppo spagnolo sarebbe interessato (notizia ovviamente smentita) ad acquistare la Banca italiana. Questo accade in presenza del conclamato coinvolgim ento che Unicredit avrebbe sui mercati Usa, dei problemi organizzativi successivi all’acquisizione di Capitalia, ai problemi del mercato nazionale.
Il tentativo di Banca d’Italia di scongiurare le scalate da parte dei gruppi stranieri è stato inutile. Così dopo i tedeschi e i francesi, molto probabilmente anche gli istituti di credito spagnoli opereranno sui Nostri territori. Il problema, molto probabilmente è stato generato dalle fusioni e acquisizioni che, una dopo l’altra, hanno indebolito il sistema bancario nazionale. (continua…)
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