crisi finanziaria internazionaleConosco bene la finanza d’impresa, un pò meno quella dei grandi mercati, sicuramente meno quella dei mercati internazionali. Da attore a spettatore che può solo subire dei meccanismi che non sono controllabili dai noi comuni mortali.

Eppure i segnali che arrivano, e che leggo tutti i giorni lavorando a contatto con le imprese, non sono confortanti e in molti i casi sono allarmanti.

Negli ultimi giorni le richieste di assistenza delle imprese, alla mia società di consulenza, sono aumentate vertiginosamente e, anche nei casi giudicati particolarmente positivi, la realtà è che non so a quale istituto di credito rivolgermi! Quasi tutte le banche, infatti, prevedono per quest’autunno 2008 di mantenere le posizioni invariate e ripulire i propri portafogli impieghi. Nessun atteggiamento di sviluppo, nessun finanziamento di medio/lungo termine. 

Questa linea comportamentale è sia nei casi di finanziamenti assistiti dal fondo di garanzia sia su operazioni ipotecarie. 

Rispetto al 2007 è indubbia una carenza di liquidità del sistema bancario con una ricaduta sul sistema economico delle imprese. Tutti gli istituti di credito sono proiettati alla raccolta e rallentano gli impieghi. 

In un sistema economico che crea poco valore e con un sistema bancario che si sgonfia (forse perchè eccessivamente basato sulle “carte”) si sentono le conseguenze nei mercati più sensibili (quello immobiliare, ad esempio) e sui consumi. 

Da dove arrivano queste anomalie?

Le cause sono tante:

 

  • la crisi finanziaria americana;
  • l’aumento del costo delle materie prime;
  • la svalutazione del dollaro rispetto al dollaro (con effetti sulle esportazioni);
  • la globalizzazione con la concorrenza dei Paesi in via di sviluppo;
  • le fusioni bancarie volute da Banca d’Italia;
  • le operazioni allegre di derivati speculativi;
  • Basilea 2.

 

Chi ha letto fino a questo penserà “questo è impazzito che indica anche basilea 2″, in effetti è una mia convinzione che non trova riscontro nelle letture su blog o sui giornali. L’assunto è che basilea 2, inteso come normativa per stabilizzare ed evitare le crisi del sistema finanziario interviene come ammortizzatore. Un sistema è meno rischioso quando è più capitalizzato, più protetto, più solido! Questa solidità è intesa come maggiori riserve di capitali.

Nella sostanza, con basilea 1 il sistema bancario era più rischioso, sicuramente con minori accantonamenti, però era più propenso a dare. 100 euro di impieghi richiedevano risorse per 108 euro, 100 impiegati 8 accantonati. Oggi, con basilea 2, non si è in condizioni di conoscere il rapporto aggregato. A fronte di tutti gli impieghi effettuati quale sarà la sommatoria di tutti gli accantonamenti? Credo superiore ma non è ipotizzabile nessuna previsione. 

Certo è che se il rapporto sarà del 12 % gli accantonamenti dovranno aumentare del 4%. Un valore drenato dal mercato o sottratto a quelle aziende ritenute più rischiose. Questo è un recupero di stabilità ma anche un problema per il sostegno dell’economia. Fortunatamente, in economia tutto raggiunge sempre un punto di equilibrio. Speriamo arrivi presto!

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