mutuo chirografarioLe formule di finanziamento delle imprese sono tante. Oltre alle due grandi macroaree di accesso al credito, breve termine e medio/lungo termine, si possono prevedere molteplici forme tecniche.
Nelle formule di medio termine (tipicamente finanziamenti dai 60 ai 120 mesi), rientrano i mutui ipotecari e mutui chirografari.
Nella sostanza i mutui di medio termine si differenziano per la tipologia di garanzia. Nei mutui ipotecari la garanzia consiste in un immobile che garantisce la banca nel caso di insolvenza dell’impresa, nel secondo caso, invece, si parla di garanzia di firma. Quindi l’imprenditore garantisce l’eventuale insolvenza con la propria consistenza patrimoniale non direttamente impegnata sull’operazione finanziaria.
I chirografari hanno differenti scopi: liquidità, acquisto scorte, consolidamento, investimenti.Nella prassi, i finanziamenti chirografari che non trovano una capienza nel patrimonio aziendale o personale dell’imprenditore, sono assistiti da confidi o, eventualmente dal agevolazioni pubbliche finalizzate a favorire l’accesso al credito delle PMI come ad esempio il fondo di garanzia gestito da MCC ex lege 662/96.
Ricordo che la consistenza e direi la qualità della garanzia rappresenta un elemento indispensabile ai fini della determinazione degli accantonamenti che gli istituti di credito devono effettuare ai fini della normativa bancaria di Basilea 2.
Un’ultima annotazione sui tassi. Le formule a breve sono agganciate all’Euribor, quindi sono a tasso variabile. Le formule a medio termine possono essere invece a tasso fisso o variabile.
In un periodo come quello attuale, caratterizzato da un graduale incremento dei tassi è certamente più conveniente procedere nei finanziamenti a tasso fisso.
I mutui chirografari, rappresentano una modalità di finanziamento gradita agli imprenditori ma giudicata dalle banche in modo più rischioso rispetto alle operazioni finanziarie a breve (cassa, anticipo contratto, anticipo fatture, etc), proprio per questo motivo occorre dimensionare il finanziamento in modo corretto rispetto al cash flow aziendale (che le banche calcolano con la formula utile + ammortamento), dargli una corretta finalita e garantirlo con titoli, oppure attraverso l’intervento di una confidi o con il fondo di garanzia.

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