Web e Finanza 2.0. Democrazia e Anarchia in un mondo che cambia
27 set
Tante volte ho pensato che scenari nuovi e imprevedibili possono comportare conseguenze e comportamenti strani e stravaganti. Lo schema completamente stravolto da un evento non previsto. La stranezza che più strana non si può!
Mancano pochi giorni alla fine dell’anno. Il 31/12/2008 è una data molto importante per gli istituti di credito. Da quel momento partiranno i famosi accantonamenti previsti da Basilea 2. Accantonamenti che, quest’anno, come più volte detto, varieranno al modificarsi della rischiosità del portafoglio impieghi.
Il 2008 è stato un anno in cui le banche si sono affannate a ripulire i portafogli clienti e convincere gli imprenditori che dovevano provvedere ad una capitalizzazione, a presentare buoni bilanci, a intervenire in modo attento su andamentali non ordinati con sconfinamenti, crediti scaduti e ritardi nei pagamenti di leasing e finanziamenti di medio lungo termine. In quest’anno la parola d’ordine è stata “rating bancario” e gli imprenditori, anche quelli più solidi e ordinati hanno compreso che sono stati giudicati, valutati, sulla base di un meccanismo che non hanno compreso.
Il 2008, però, è stato anche l’anno della più grande crisi finanziaria internazionale degli ultimi 30/40 anni. Crack, sofferenze e subprime hanno caratterizzato una enorme crisi di liquidità. In questo frangente, quindi, le banche si sono trovate, e si trovano ancora, nella spasmodica ricerca di liquidità. Ricerca che è rivolta su un mercato che loro stessi hanno prosciugato bruciando miliardi in derivati, perdite, etc.
Bel problema, ripulire i portafogli e fare liquidità.
Limitare gli impieghi, controllare quelli in essere, avere un occhio agli accantonamenti di Basilea 2, trattare bene i clienti con liquidità, convincerli a fare raccolta senza dare.
Quanto vale la liquidità ora? Veramente tanto. Forse di più!
La realtà è che non può essere misurata solo con i rendimenti. Quella si è una misura! Ma occorre avere le idee più chiare e guardare tutto a 360 gradi.
Una banca che affida un cliente con un rating cattivo sarà costretta ad accantonare una percentuale molto elevata. 15 – 20%. In alcuni casi anche di più. Che succede se la banca non lì ha?
Certamente non può sbattere fuori il cliente o metterlo alla porta gratuitamente per un andamento irregolare e non di sofferenza. Non una pratica legale ma un gentile “ci dispiace ma dobbiamo ridurre la posizione”.
E se il cliente non capisce? Ecco il paradosso. Il cliente mi deve dare i soldi per ridurre la copertura in termini di accantonamento, della sua posizione.
Richiesta bizzarra che, molte imprese che seguo si sono sentite recapitare dai loro gestori.
Le banche cercano liquidità dai clienti non meritevoli di affidamenti bancari!
Fantastico, perverso e divertente. Nell’anarchia generalizzata suggerirei… non date un Euro! Non comprate obbligazioni a rischio, non fate nulla! Fermi a fare gli imprenditori e ad aspettare che i tempi maturino. Chi ha liquidità e soldi delle banche (mutui, anticipi, etc) ha un valore notevole.
Meditate! Meditate!
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