valore di impresaCosa è il valore di impresa? Questa è una domanda ricorrente. Per rispondere occorre comprendere la logica e le dinamiche principali per la creazione di valore.

Negli ultimi 30 anni si sono susseguite teorie aziendali differenti in tanti ambiti, marketing, operativo, organizzativo e finanziario. In via del tutto generale, le teorie sono state inquadrate sotto 3 principi/obiettivi cardine:

  • Negli anni 80 si è inseguito il mito del fatturato. Maggiore il fatturato migliore l’impresa. 
  • Negli anni 90 l’obiettivo era l’utile. Una azienda che perseguiva l’utile aveva un valore maggiore.
  • Ai giorni Nostri il valore di impresa. Il valore è rappresentato da quelli elementi materiali ed immateriali, presenti e prospettici che si concretizzano nel valore di realizzo dell’azienda.
I tre concetti sono indubbiamente correlati ma non precisamente da una dinamica diretta. Posso fare un fatturato enorme ma non raggiungere il massimo della redditività. Oppure posso avere una elevatissima redditività ma non avere un valore elevato. 
Alcuni autori, e io sono della stessa idea, ritengono che il valore sia il termine di valutazione della massima redditività nel tempo. Quindi il punto di ottimo di funzionamento
Come si calcola il valore di impresa, e come agire per incrementarlo nel tempo?
Rispondere a questa domanda è complesso anche perchè dipende da caso a caso. Inoltre, trattandosi di elementi soggettivi e prospettici e non obiettivi e storici diventa ancora più difficile.
Una organizzazione affiatata e motivata, rispetto ad una demotivata e non coordinata, oppure una azienda con una scarsa identità aziendale, giudicata male dall’ambiente esterno, oppure una molto forte dal punto di vista del posizionamento strategico e della nicchia di mercato individuata.
Basilea 2, con tutto quello che ne consegue, compresa la valutazione dell’impresa (rating di basilea 2) può essere assunto come un primo miope misuratore del valore percepito dall’esterno. 
Il voto che le banche danno, espresso dal rating, è un indicatore del valore comunicato. Migliore il rating migliore il valore dell’impresa. 
Ovviamente, una cosa è il valore comunicato all’esterno, un’altra cosa è il valore reale dell’impresa. Come più volte ho detto, le imprese italiane, purtroppo, peccano nella comunicazione della propria efficienza. Resta inteso che il credito riconosciuto ad una impresa, e non mi riferisco esclusivamente a quello bancario, è associato proprio alla percezione dei terzi.
La maggior parte degli interventi che realizzo, in fase di consulenza, sono incentrati nella parcezione che i terzi hanno di questo parametro, in primis intervengo nei difetti di comunicazione e successivamente sulla sostanza.
Nel mio blog sono tornato più volte su questo concetto. La realtà è che credo nell’imprescindibile nesso tra creazione e diffusione del valore
Il sistema impresa, teorizzato e formalizzato da molti con scarsi risultati, è del tutto paragonabile ad un essere vivente, difficlmente è possibile strutturare un modello unico e standardizzato di gestione. Molto è affidato alla sensibilità dell’imprenditore o del consulente. Alla capacità di sentire l’anomalia o vedere la via di sviluppo. Di comprendere le dinamiche cardine e disegnare strategie corrette alle quali devono seguire le azioni operative coerenti.
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