gestione finanziaria - euriborIl costo del denaro è un elemento fondamentale per l’economia di un Paese. I rapporti di credito e di debito creano un effetto moltiplicatore della ricchezza e favoriscono lo sviluppo economico di imprese e privati. 
 
Il meccanismo è regolato dalla fiducia che il sistema ripone nei rapporti di credito/debito e dal costo del denaro.

Negli ultimi 3 anni si è assistito ad un graduale incremento dei tassi, mi riferisco ai tassi di interesse applicati alle imprese e ai privati per i crediti al consumo e per i mutui casa. Nel 2005, ad esempio, molte banche pubblicizzavano mutui casa ad un costo del 3%, 2% euribor + 1% di spread. 100.000 euro di finanziamento generavano, il primo anno, 3.000 euro di interessi passivi. Lo stesso mutuo oggi ha un costo, solo di interessi del primo anno, di circa il 6%, 5% euribor + 1% di spread, 6.000 euro di interesse. Un incremento di circa 250 euro/mese.

A questo effetto, legato all’euribor, si verificano due effetti uno sugli spread e uno sugli importi, giustificati dalla maggiore rischiosità del mercato e dal modificarsi del quadro economico (leggi potere d’acquisto dei salari). Le conseguenze scontate, lo spread passa dall’1% all’1,5-2%, gli importi dei mutui si contraggono (chi prima otteneva 150.000 sulla base del proprio reddito, oggi ottine 100.000 Euro).

In economia, ogni fenomeno è correlato ad altri sia nella crescita sia nella recessione, le difficoltà e il costo dell’indebitamento stanno comportando un graduale deprezzamento degli immobili. Infatti, recentemente, capita spesso di leggere sui giornali dell’immobilismo del mercato immobiliare e del graduale deprezzamento delle case. 

Cosa succede nel mondo delle imprese. Le aziende che utilizzano la leva finanziaria per gli investimenti e per il fabbisogno di circolante, avranno oltre il 6-7% di oneri finaniziari rispetto al fatturato. In questi casi, la conseguenza, è la perdita di competitività.

Ai tempi dell’università studiavamo la tecnica ABC. Una metodologia di analisi nella quale si valutava la rilevanza di fenomeni e si individuavano le soluzioni sulla base delle priorità.

Ogni azienda ha tre macro aree per ogni conto corrente (ordinario e anticipi):

 

  1. tassi di interesse;
  2. commissioni massimo scoperto;
  3. spese di tenuta conto e operative.
Una gestione finanziaria efficiente impone una verifica costante di ogni singola componente e una particolare attenzioni alle “comunicazione di modifica unilaterale delle condizioni di conto corrente“. Molte imprese, in questi giorni, stanno ricevendo le modifiche con incrementi che, in molti casi superano il 4%.
Nei prossimi giorni approfondirò argomenti pratici come le commissioni oltre fido, le commissioni di massimo scoperto, la rinegoziazione dei tassi, il rating di basilea 2 e la gestione finanziaria. Affronterò inoltre, l’analisi costi/benefici per un’impresa nell’affidare la gestione finanziaria in outsourcing.
In tutti i casi, è di fondamentale importanza non seguire esclusivamente l’andamento dell’euribor, ma anche e soprattutto, l’atteggiamento che gli istituti di credito hanno verso l’impresa. 
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