Web e Finanza 2.0. Democrazia e Anarchia in un mondo che cambia
30 mag
5 mesi di applicazione delle Regole di Basilea 2. Dal 1° gennaio del 2008 il sistema del credito è cambiato radicalmente per banche e imprese. Le parole rating e default sono entrate nel gergo comune di manager e imprenditori.
Il sistema prevede che le banche accantonino in un apposito fondo una certa quantità di capitale sulla base del rischio dei propri affidamenti.
Nella sostanza, un affidamento di 100 Euro erogato ad una impresa rischiosa comporta un accantonamento di 20-30 Euro. Lo stesso affidamento ad una impresa poco rischiosa comporta un accantonamento di 3-4 Euro.
Cosa determina la rischiosità di un’impresa? Anzi, quali sono gli indicatori di rischio? Andamentale, Centrale Rischi e Bilancio.
L’andamentale verso il sistema è fondamentale, più del Bilancio. Occorre, non sconfinare e avere un andamento verso il sistema regolare e privo di anomalie.
Noto che gli imprenditori, soprattutto quelli che soffrono una crisi di liquidità, tendono a non gestire il rapporto con le banche. Con le regole di Basilea 2, la programmazione e la capacità di gestire il rapporto hanno una importanza notevolissima.
Le imprese migliori che comunicano con il sistema avranno più soldi a disposizione e a condizioni migliori.
Il fondo di Garanzia di MCC è fondamentale per ridurre il rischio di impresa. Lo Stato interviene sulle operazioni finanziarie e riduce il rischio delle Banche attraverso una garanzia pari all’80% dell’operazione finanziaria. L’utilizzano del fondo in un modo corretto migliorare il rating delle imprese. Le operazioni di mutuo di consolidamento rappresentano il modo per ristrutturare il debito.
L’intervento di Consulenti Finanziari consente di ottimizzare il rapporto con le Banche e risparmiare oneri finanziari oltre che aumentare l’accesso al credito.
9 Risposte per "Basilea 2: La finanza di impresa cambia"
Ottima, lineare spiegazione. Bisognerebbe farlo entrare nella testa dei commercialisti, quelli VERI, quelli che fanno consulenza VERA…..
I commercialisti fanno un altro lavoro. Qui parliamo di una precisa specializzazione. Conoscere il “sistema” è complesso.
Comunque grazie.
E’ una grande soddisfazione!
Quando vuoi commentami.
Ciao
Sono un consulente PMI di una banca Italiana. Cerco di spiegarmi meglio: Quello che dicevi di Basilea 2, dei cardini ( Andamentale, CERI, Bilancio) e dei relativi rating, per loro e’ una strozzatura del sistema: finora si sono limitati a gestire la contabilita’ di impresa solo a fini fiscali, senza valutare pienamente una consulenza di gestione. Ne deriva che le aziende medio piccole, sopratutto societa’ di persone o aziende individuali si ritrovano con bilanci da “default” per via del capitale netto negativo, le andamentali sono inficiate da sconfini suslsitema dovuto a facilitazioni concesse da banche “compiacenti” per conoscenz
a personale e rimpinguamento del loro conto economico ( ovviamente il fuori fido e la cms sono molto remunerative).Capita che i PAST DUE che ne derivano non permettono una corretta valutazione dell’azienda, che viene cosi’ penalizzata due volte…….
ok…
io sono un consulente in finanza per le pmi. Collaboro con i commercialisti. Nella sostanza faccio “solo” finanza di impresa….
io ho il commercialista
Noto, che non esiste il “dialogo”.
In molti casi, le imprese valgono… ma comunicano il loro valore in un modo pessimo.
Buona parte degli interventi sono per avvicinare le parti.
Il prossimo articolo è sulla differenza tra il mediatore creditizio e il consulente.
il primo guadagna dalla distanza.
il secondo dall’avvicinare le parti (banche e imprese).
Esistono pochissime figure che fanno questo. Però c’è sempre più bisogno.
Da consulente PMI di una Banca, cosa ne pensi?
Preferisco senza dubbio il dialogo e quindi il consulente!
I mediatori non hanno interessa a portare alla banca l’azienda di qualita’, a loro interessa il fee derivante dall’accordo e poi cercano di “buttare dentro” di tutto.
Il consulente puo’ invece essere un valido supporto nell’istruttoria fidi “traducendo” la realta’ aziendale in “banchese”
xerez56… mi auguro che tornerai qui…..
poi….
prossimamente… mi piacerebbe parlare di cosa fanno le banche per migliorare il rating delle imprese…..
alla prossima.
Torna a trovarmi
Grazie
[...] questo susseguirsi di orientamenti e tendenze le imprese hanno la necessità di rivedere il proprio rapporto con le Banche. Il voto che il sistema dà alle imprese è il rating (l’indice di rischiosità). [...]
Bah, anche alla Cassa di Risparmio di San Marino quando presentavamo clienti per i fidi rotativi di anticipo effetti proponevamo un 20% di accantonamento e non mi sembra che quella banca sia molto avanzata.
E neppure che tale norma in sè sia risolutiva.
La verità è che il sistema bancario-finanziario è in mano a lacchè dei politici e non guidato da finanzieri (ormai tutti morti di infarto, “suicidati” o espatriati).
Vi ricordate quando ci dicevano che occorreva aumentare il capitale sociale delle SIM per garantire i clienti?
Il risultato? Botti ancora piu’ grossi e autorevoli.
La verità è che occorre togliere il riciclaggio della politica e dei servizi segreti dal sistema bancario-finanziario e trasformare quest ultimo in impresa (e questo lo vedi se il cassiere allo sportello ha azioni della banca e ti risolve il problema in cinque minuti di orologio come avviene in alcune “private” elvetiche).
E occorre togliere di mezzo la “finanza democratica”, una pericolosa sciocchezza che ha regalato case a chi non poteva pagarle e le speculazioni sulle valute del “democratico” Soros che ha messo in ginocchio paesi interi.
Guglielmo Rinaldini
http://www.walshfinancecorporation.com
Democratico non è stupido.
Dare soldi a chi non può restituirli? Questo è sbagliatissimo! I soldi bisogni metterli dove rendono e sicuramente non penso a titoli ad elevata redditività.
La finanza democratica è quella che interviene nel giusto rapporto rischio/rendimento.
Quali sono i rendimenti attuali dei bond, attualmente in circolazione, di megaimprese che falliranno senza riborsarli (modello parmalat). Questo è democratico?
E’ democratico finanziare il fotovoltaico… investimento che da solo, senza conto energia (intervento dello stato), perderebbe.
E’ democratico per le banche scaricare il rischio sul risparmiatore e tenere il rendimento?
Democratico è giusto. Democratico è il contrario di una parte potente che infierisce su quella debole!!!
Per il resto….
Unicredit -82% nell’ultimo anno
MPS – 60%
Novara
Intesa….
etc etc
Forse il problema è grande e ora cominceranno a portare perdite ancora più consistenti. Quindi un sistema non democratico, non funziona
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